Nel corso di questa rubrica abbiamo approfondito come l’Employee Green Behaviour (EGB) non si esaurisca in una semplice somma di comportamenti individuali ma sia il riflesso di un contesto organizzativo capace di orientare e dare valore alle scelte ecologiche delle persone. Tuttavia, affinché queste pratiche diventino parte integrante della cultura aziendale, è necessario un ulteriore passo in avanti, ossia tradurre i principi della sostenibilità in responsabilità chiare, competenze specifiche e ruoli dedicati.
Oggi il presidio dei temi ambientali in azienda si sta strutturando in una vera e propria costellazione di professioni. Figure con livelli di responsabilità e specializzazioni differenti accomunate da un unico grande obiettivo: trasformare le linee guida strategiche sulla sostenibilità in pratiche operative e concrete.
Tra questi ruoli, i principali sono:
Energy Manager - EGE (Esperto in Gestione dell’Energia)
Focalizzato sul monitoraggio e l’ottimizzazione dei consumi energetici, l'Energy Manager si occupa di analisi dei dati, diagnosi energetiche e valutazione degli investimenti in ottica di efficienza, muovendosi all'interno di un quadro normativo complesso. Il ruolo è ricoperto da profili con background ingegneristico, a cui si affiancano master o corsi specialistici in energy management ed energy efficiency. Accanto alle competenze tecniche, assumono crescente rilevanza anche capacità di lettura economica, valutazione degli investimenti e gestione progettuale, elementi che rendono questa figura centrale nei percorsi di transizione energetica delle organizzazioni.
Per quanto riguarda la figura dell’EGE (Esperto in Gestione dell’Energia), è un professionista che opera nel medesimo perimetro operativo, spesso come consulente esterno alle aziende, e che ha ottenuto la certificazione secondo la norma UNI CEI 11339.
Sustainability Manager o ESG Manager
Il Sustainability Manager (o ESG Manager) presidia l’integrazione dei criteri ESG (Environmental, Social e Governance) nei processi aziendali, con un perimetro che combina aspetti tecnici, normativi e di reporting. Tra le sue attività principali rientrano la definizione della strategia di sostenibilità, la raccolta dei dati e la redazione del Bilancio di Sostenibilità secondo gli standard internazionali, il monitoraggio delle performance attraverso KPI ambientali e sociali e il supporto all’implementazione di sistemi di gestione coerenti con gli obiettivi dichiarati dall’organizzazione.
HSE Manager
Ruolo consolidato soprattutto nei contesti produttivi, l’HSE (Health, Safety & Environment) Manager ha visto ampliarsi nel tempo il proprio raggio d’azione. Accanto al presidio normativo e alla gestione degli aspetti legati a salute e sicurezza, cresce l’attenzione alla dimensione ambientale e alla diffusione di pratiche corrette a livello operativo. La funzione assume quindi un ruolo rilevante anche nella sensibilizzazione e nella formazione interna.
CSR Manager (Corporate Social Responsibility Manager)
Il CSR (Corporate Social Responsibility) Manager presidia le iniziative di responsabilità sociale e ambientale e contribuisce a garantire il rispetto e l’implementazione di standard internazionali, di certificazioni, come quelle legate alla parità di genere, e delle normative DE&I (Diversity, Equity & Inclusion). Tra le sue attività rientra anche la valutazione dell’impatto generato, attraverso strumenti come lo SROI (Social Return on Investment), che consente di misurare e monetizzare il valore sociale degli investimenti aziendali. Lavora inoltre in stretta sinergia con le funzioni di comunicazione interna ed esterna per assicurare che la narrazione aziendale sia coerente, trasparente e verificabile.
Environmental Specialist o Tecnico Ambientale
L’Environmental Specialist rappresenta il braccio operativo della sostenibilità in azienda. Supporta l'organizzazione nella gestione quotidiana degli adempimenti normativi, nell'ottenimento delle certificazioni ambientali (es. ISO 14001) e nelle attività pratiche di campionamento e monitoraggio. Si tratta di una figura fondamentale per dare solidità e continuità ai progetti, assicurando che gli obiettivi green siano sempre supportati da processi conformi e strutturati.
La diffusione di queste professionalità riflette un cambiamento profondo nel modo in cui le aziende interpretano la sostenibilità: non più un ambito circoscritto ma una leva trasversale che attraversa l’intera organizzazione e richiede responsabilità chiare e diffuse. Questi “Green Jobs” rispondono a questa evoluzione, introducendo struttura, metodo e continuità in un contesto che coinvolge funzioni e livelli organizzativi diversi. È, infatti, attraverso questi ruoli che gli obiettivi ambientali si traducono in pratiche operative, entrando nei processi e orientando le decisioni aziendali.
Come Partner HR e Head Hunter, osserviamo quotidianamente come la vera complessità non risieda esclusivamente nell’intercettare profili con un solido background tecnico, quanto piuttosto nell’individuare professionisti del cambiamento, capaci di accompagnare le aziende nelle scelte ambientali e di orientarle lungo percorsi di sostenibilità sempre più strutturati. Si tratta di figure che uniscono competenze specialistiche e visione sistemica, supportando le organizzazioni nella gestione delle complessità normative e operative e contribuendo a integrare la sostenibilità nei processi decisionali e nei modelli di business. In questo senso, il valore si estende oltre il know-how tecnico e si misura nella capacità di tradurre gli obiettivi di sostenibilità in azioni concrete e coerenti nel tempo.
