C’è un rumore costante e rassicurante che accompagna chiunque percorra la SS36 o si addentri tra i capannoni di Veduggio, Biassono o Sovico. È il suono dell’ingegno manifatturiero, il battito cardiaco di un’eccellenza radicata nel territorio.
È proprio qui che ha preso forma un progetto di Head Hunting specializzato nel settore metalmeccanico, nato dall’esigenza di coniugare innovazione, leadership e cultura aziendale.
Ricerca e Selezione di un Plant Manager per l’Industria 5.0
Qualche tempo fa, sono stata contattata da una storica realtà del territorio, leader nel comparto metalmeccanico. Cercavano un Plant Manager che non fosse solo un tecnico d'alto livello ma un leader capace di traghettare una produzione "storica" verso i paradigmi dell'Industry 5.0, senza però spezzare il legame profondo con la forza lavoro e con la tradizione aziendale.
I tentativi falliti con i precedenti partner in ambito Ricerca e Selezione, avevano reso la Proprietà scettica: erano stati visionati profili eccellenti sulla carta ma totalmente estranei alla cultura del territorio. Professionisti competenti, sì, ma non in grado di comprendere che, in Brianza, l’autorevolezza si costruisce sul campo e non dietro una scrivania.
L’approccio giusto: Head Hunting locale e conoscenza del distretto industriale brianzolo
È stato subito evidente che non serviva un database più grande, ma uno sguardo più acuto. Ho scelto quindi di adottare un approccio di Head Hunting a chilometro zero, basato su presenza, ascolto e conoscenza reale del tessuto produttivo, muovendomi su due direttrici fondamentali.
Mappatura del territorio
Grazie agli strumenti di ricerca e ai database di informazioni commerciali ho potuto individuare contesti simili per storicità e per prodotto e andare a intercettare candidati che avessero le competenze richieste e avessero già attraversato il passaggio da azienda "artigianale" ad azienda moderna e all'avanguardia. In questo modo non ho atteso passivamente il CV giusto: sono andata a pescare professionisti esattamente in contesti che avevano già subìto negli anni precedenti questa importante trasformazione.
Network professionale
Ho attivato quel network di contatti che solo chi lavora da anni sul territorio possiede. In Brianza, il networking professionale passa ancora per la fiducia costruita "vis-à-vis", dove una referenza diretta conta più di mille test attitudinali.
Ed è proprio attraverso questa strategia che sono riuscita a individuare un profilo che lavorava per una multinazionale fuori regione ma con il forte desiderio di tornare alle proprie radici. Un professionista capace di declinare i principi del Lean Manufacturing nel rispetto della cultura del reparto.
Il risultato del processo di Recruiting
Grazie alla sua forte motivazione e alle competenze dimostrate, la società ha deciso di affidargli la guida dello stabilimento.
A distanza di un anno, l'efficienza della produzione è migliorata sensibilmente e, cosa più importante, la proprietà ha ritrovato un interlocutore capace di condividere gli stessi valori, "parlare la stessa lingua" e soprattutto un professionista in grado di parlare di cambiamento in ottica di miglioramento e beneficio a un reparto che affonda le sue radici nella tradizione.
L’importanza di affidarsi a un Head Hunter
Fare Head Hunting a chilometro zero significa sapere che dietro ogni prodotto finito c’è una competenza e un orgoglio territoriale unici al mondo. Significa essere presenti quando serve, conoscendo le dinamiche della Valassina tanto quanto quelle dei mercati internazionali.
Per aziende che competono a livello globale partendo dal cuore produttivo della Lombardia, il Consulente HR non può essere un estraneo. Deve essere qualcuno che respira la stessa aria e che sa che, qui, "fare bene" è l'unico modo possibile di esistere.
